Il cliente manda il disegno di un carter in plastica e chiede un preventivo per stampare a iniezione 10.000 pezzi. Prima di rispondere, devi capire quale materiale rispetta le specifiche, se puoi riutilizzare uno stampo e su quale pressa puoi montarlo. Se il cliente chiede un confronto tra 6.000 e 12.000 pezzi, il prezzo unitario può cambiare anche a parità di materiale e tempo ciclo, perché l’attrezzaggio si ripartisce su quantità diverse. Dopo l’accettazione bisognerà gestire le quantità da consegnare e verificare il margine effettivo. Un preventivatore parametrico integrato in Odoo collega queste decisioni ai dati che useranno l’ufficio tecnico, gli acquisti e chi lavora in reparto.
Quanto costa stampare il lotto
Prendiamo 10.000 carter da 80 grammi, uno stampo con quattro impronte attive e un tempo ciclo di 30 secondi. Se ogni ciclo produce quattro pezzi conformi, servono 2.500 cicli, pari a 20 ore e 50 minuti di pressa. Nei pezzi finiti ci saranno 800 kg di plastica. Per stimare il consumo di materiale, devi considerare anche gli scarti di avviamento e, se presenti, i residui dei canali di iniezione, tenendo conto di quanto puoi recuperare secondo le specifiche del cliente. Al tempo di stampaggio si aggiungono l’attrezzaggio, le eventuali operazioni di finitura e l’imballo. È qui che i volumi contano. Su un lotto da 6.000 pezzi, la stessa ora di attrezzaggio incide sul singolo carter più di quanto incida su un lotto da 12.000.
Quando conviene riutilizzare lo stampo
Se lo stampo è già disponibile, l’ufficio tecnico verifica che sia adatto al disegno e che possa lavorare sulle presse previste. Contano l’ingombro dello stampo, la forza di chiusura richiesta e la capacità di iniezione. Se cambia la geometria del carter, può bastare sostituire un inserto oppure può servire uno stampo nuovo. Anche il numero di impronte attive può cambiare la convenienza tra due soluzioni. Uno stampo con più impronte produce più pezzi per ciclo, ma va valutato insieme al costo dell’attrezzatura, alla pressa compatibile e ai volumi che il cliente prevede di acquistare. Nel preventivo puoi esporre lo stampo come voce separata o ripartirne il costo sul volume concordato. La scelta va registrata perché determina cosa fatturare all’avvio e quale prezzo applicare ai riordini.
Come l’offerta arriva in produzione
Un preventivatore sviluppato per lo stampaggio può usare i parametri validati dal reparto per confrontare scenari con quantità, materiali, stampi e presse diversi. Il commerciale inserisce i dati della richiesta e vede da quali ipotesi nasce il prezzo. Quando il cliente accetta, l’integrazione può riutilizzare i parametri approvati per creare o aggiornare l’articolo e predisporre distinta base e ciclo di lavorazione. Nella distinta entrano materiale e consumi previsti, insieme agli eventuali componenti e materiali di imballo. Nel ciclo si riportano pressa, attrezzaggio, tempi e lavorazioni accessorie. Con quei dati l’azienda può gestire in Odoo il fabbisogno, l’ordine di produzione e le registrazioni in reparto. I parametri del preventivo restano il riferimento per confrontare la stima con ciò che è successo in fabbrica.
Quanti pezzi consegnare quando il lotto è più corto
Se l’ordine è per 10.000 pezzi e a fine produzione ne hai 9.400 conformi, la decisione dipende dalle condizioni concordate. Se la tolleranza di consegna copre lo scostamento, puoi consegnare i 9.400 pezzi e chiudere la fornitura. Altrimenti devi completare la produzione oppure concordare con il cliente una consegna parziale. Se lo stampo è già stato smontato, anche ripartire per produrre i pezzi mancanti ha un costo di attrezzaggio. Per questo conviene definire la regola già in offerta e riportarla sull’ordine, così chi gestisce la spedizione sa quali quantità può consegnare. Se serve un avviso in Odoo quando la quantità esce dai limiti, il controllo va previsto nel flusso di consegna in base alle condizioni concordate.
Come capire se la commessa ha reso quanto previsto
A fine produzione, confronta i ricavi della fornitura con i costi registrati e con le ipotesi del preventivo. Guarda i chilogrammi consumati, le ore di pressa, il tempo di attrezzaggio, gli scarti e le eventuali lavorazioni di finitura. Se il margine effettivo è più basso del previsto, risalire alla causa ti aiuta a migliorare la prossima offerta. Un ciclo più lungo del previsto richiede una revisione dei tempi, mentre uno scarto concentrato all’avviamento può richiedere una stima distinta per lotto. Nei preventivatori che ho sviluppato per lo stampaggio di materie plastiche conto terzi, il lavoro principale è stato far arrivare in distinta e in ciclo i dati già definiti in offerta, dal materiale e dal peso fino allo stampo, alla pressa e all’imballo. Se ogni richiesta di preventivo ti costringe a ricostruire tempi e costi da capo, scrivimi.